E’ molto più facile curare gli altri che curare sé stessi.

E’ molto più semplice rispondere ai bisogni altrui che ai propri.

La maggior parte delle volte non lo si fa perché si perde la capacità di riconoscere i propri bisogni, oppure si pensa che i bisogni siano solo quelli di mangiare, di dormire o che qualcuno ci cucini o faccia la spesa, ecc. Non nego il fatto che questi facciano parte dei bisogni, ma quello che a volte escludiamo o che ci dimentichiamo è proprio il bisogno del cuore, di affettività, di nutrire la parte spirituale in noi.

Se non siamo in grado di riconoscere questi bisogni saremo sempre alla ricerca di cose che appartengono al mondo esterno. Penseremo al possesso di determinate cose o persone inducendoci a pensare che la felicità deriva proprio dall’avere tali cose o persone. Ci ritroveremo, quindi, senza saperlo o senza esserne davvero coscienti, difronte alla delusione, perché una volta aver acquistato, posseduto, o perso l’oggetto posseduto, la nostra felicità si consumerà. Il risultato sarà una profonda tristezza, un baratro per altri, nascita di risentimento, rancore e persino ira.

Se non sono più in grado di riconoscere quali sono i miei bisogni come posso essere felice?

Inizia a fare qualcosa per te.

Come iniziare allora ad attuare un gesto di cura amorevole nei tuoi confronti?

Scegliendo te stesso, l’amor di te.

Un piccolo gesto di sano egoismo che rappresenta un grande gesto d’amore.

Un gesto che può essere un “NO”, verso qualcuno, un NON fare qualcosa per qualcun’ altro. Decidere qualcosa per sé; quel qualcosa che sentiamo ci possa rendere più felice e appagati.

Gesti questi che richiedono un grande coraggio, ma che ripagano con un sorriso sul volto, con l’entusiasmo nelle cose, con la libertà di essere così come lo si è davvero e non come gli altri vogliono.

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